Interview: Michela Ameli, Illustrator

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This interview is the first in a series that I will be doing with people in my adopted homeland. Milan has given me some interesting opportunities and has led me to come in contact with every type of person from famous football players from the past to those in more artistic fields. In this first interview in a series I will be publishing here on Becoming Milanese, I’ve met with illustrator, Michela Ameli, someone who I have shared long email correspondence with for many years, a correspondence that has progressed from just regular girl chitchat to the overanalysis of everything that comes with being a first-time mother. Our friendship started out over the creation and subsequent redesign of my professional website and has grown into something more. We have stressed about our careers and the general economic situation in Italy, complained about the heat, humidity and mosquitos of summer and come to have a yearly Christmas party to celebrate what life is really about… eating cake and drinking wine while the kids play on floor. So if you’re wondering what it takes to become and illustrator or how that work-from-home mom really manages, read on!
(La versione in italiano segue dopo quella in inglese.)

RW: Ok, Michela, so tell me why did you decided to become an illustrator?
MA: I would have wanted to do so many things, everything creative or artistc: a scenographer (a job I did for a few years), an architect or an art historian! Then I saw the school I wanted to go to after high school and the idea of “telling a story through images” fascinated me. The possibility to enrich a text with my illustrations, with my vision of the story was what I wanted to do.

RW: What studies did you do to become an illustrator?
MA: I received my high school diploma from the artistic high school in my hometown of Casale Monferrato. Then I studied in the Illustration Department at the Istituto Europeo di Design in Milan. I didn’t live in Milan then, and I commuted for the duration of the course with 2 train changes each way. Looking back, I don’t know how I managed it!

RW: Can you tell me a bit about how you work and what instruments you use?
MA: When I started out I only used traditional drawing materials, mostly watercolours. However, for the last 10 years I’ve created my illustrations exclusively using a digital drawing software and a graphics tablet. The procedure is still the same: first, I go through an important phase of documentation and iconographic research, then a first digital draft and, after the client’s approval, I proceed to colouring it.

RW: You work from home and you’re also a mother of a little girl who has just started nursery school. How do you manage to balance your role as an illustrator and as a mother?
MA: By bending over backwards at times! But I think that’s the same for all mothers, even those who work in an office outside the home. Actually, I feel fortunate to be able to manage my working hours in the best way I feel I can and be able to dedicate more time to my daughter without having to respect rigidly imposed working hours. However, sometimes it can seem like holding a load of dishes and walking across a tightrope!
RW: I guess your illustration of our masked tightrope walker is really a mother in disguise!
MA: Yeah, maybe it is.

RW: What has been the biggest challenge in being a working mother?
MA: The daily challenge is trying to do everything in only 24 hours!

RW: How has your job changed throughout your career?
MA: For the first few years I worked almost exclusively for a single client who published manuals of all sorts… from dog care to reflexology, from tarot cards to Bach’s flowers! Then I began to collaborate with different Italian publishers on school textbooks and fiction. I have always loved the publishing world… of books, magazines… and over the years I’ve come to specialize in illustrating school textbooks, in particular those for middle school students.

RW: What advice would you give to young people who would like to become illustrators?
MA: I would say to work on developing your own personal unique style as soon as possible in order to be recognizable and have visibility on the internet by having your own online profile. Today, the internet is really the most effective way to make contacts.

To learn more about Michela’s work, you can visit her professional website or visit Sylvie Poggio Artists, the London illustration agency that represents Michela’s work abroad.

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Questa intervista è la prima di una serie che sto facendo con persone nel mio paese adottivo. Milano mi ha dato delle opportunità interessanti e mi ha permesso di incontrare delle persone più diverse dai giocatori di calcio alle persone nell’ambito delle arti. In questa prima intervista per la serie che sarà pubblicata qui su Becoming Milanese, ho incontrato un’illustratrice, Michela Ameli, qualcuno con la quale condivido una lunga correspondenza di email, una correspondenza che si è evoluta da chiacchiere tra donne all’enorme analisi di tutto che essere una mamma per la prima volta comporta. La nostra amicizia è iniziato durante la creazione e ridisegno del mio sito professionale ed è cresciuto in qualcosa più grande.  Ci siamo stressate sullo stato delle nostre carriere e la situazione economica generale in italia, ci siamo lamentate del caldo, l’umidità e le zanzare dell’estate e adesso abbiamo la festa di natale annuale per festeggiare il vero significato della vita… mangiare torta e bere vino mentre i bambini giocano. Se vi siete sempre chiesto come uno diventa un’illustratore e come quella mamma che lavora da casa veramente gestisce tutto, leggete!

RW: Allora, Michela, iniziamo con perché hai deciso di diventare un’illustratrice?
MA: Avrei voluto fare tante cose, tutte in campo creativo o comunque artistico: la scenografa (mestiere che ho intrapreso per qualche anno), l’architetto.. la storica dell’arte! poi ho visitato la scuola in cui mi sarei iscritta dopo le superiori e mi ha affascinato l’idea  del “raccontare per immagini”. La possibilità di arricchire un testo con le mie illustrazioni, le mie visioni della storia, era quello che volevo fare.

RW: Che studi hai fatto per diventare un’illustratrice?
MA: Mi sono diplomata al liceo artistico nella mia città natale, Casale Monferrato, e poi ho frequentato il dipartimento di illustrazione presso l’Istituto Europeo di Design a Milano. Non vivevo ancora a Milano, allora facevo la vita da pendolare con 2 cambi di treno. Guardando indietro, non so come l’ho fatto!

RW: Puoi spiegare un po’ come lavori e che tipo di attrezzi usi? (Lavori con entrambi carta e pastelli e anche il computer?)
MA: Quando ho iniziato la mia attività utilizzavo solo strumenti di disegno tradizionali, prevalentemente acquerelli. Da ormai più di 10 anni realizzo le mie illustrazioni esclusivamente in digitale utilizzando un software per il disegno e una tavoletta grafica. L’iter per arrivare alla tavola finita è sempre lo stesso: prima un’importante fase di documentazione e ricerca iconografica, poi un primo bozzetto, anche questo in digitale e, dopo l’approvazione da parte del Cliente, la colorazione.

RW: Tu hai il tuo ufficio in casa e se anche una mamma di una bambina alla scuola materna. Come riesci a equilibrare il tuo lavoro con il tuo ruolo da mamma?
MA: Facendo qualche salto mortale ogni tanto! Ma succede a tutte le mamme, anche quelle che lavorano fuori casa. Anzi, mi sento fortunata a poter gestire i tempi di lavoro come meglio credo potendo dedicare più tempo alla mia bimba senza il vincolo di orari imposti e prestabiliti.
RW: Suppongo che la tua illustrazione del funambolo mascherato è veramente una mamma in maschera!
MA: Sì, forse lo è.

RW: Qual’è stato la sfida più difficile in essere una mamma lavoratrice?
MA: La sfida è quotidiana e consiste nell’incastrare tutto facendosi bastare le 24 ore!

RW: Com’è cambiato il tuo lavoro durante tutta la tua carriera? (Hai cambiato tipologia di libri, ecc.?)
MA: Per i primi anni ho lavorato quasi esclusivamente per un singolo Cliente che pubblicava manuali di ogni sorta! Dalla cura del cane, alla riflessologia plantare, dai tarocchi ai fiori di Bach! Poi ho iniziato diverse collaborazioni con altri Editori italiani che si occupano di libri scolastici e narrativa. Ho sempre lavorato in ambito editoriale, per libri o riviste e negli anni mi sono specializzata proprio nell’illustrazione scolastica, in particolare per la scuola media.

RW: Quale consiglio daresti ai giovani che vogliono intraprendere il lavoro di illustratrice?
MA: Consiglierei di sviluppare il primo possibile uno stile personale e unico in modo da essere riconoscibili e cercare visibilità sul web (oggi davvero il canale più efficace per trovare contatti) mettendo on-line un proprio portfolio.

Per avere più informazioni sul lavoro di Michela, visitate il suo sito professionale. L’agenzia Londinese di illustratori che la rappresenta all’estero è Sylvie Poggio Artists.

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