across oceans, land and time

“La vita è un costante alternarsi di elementi contrapposti: pace e guerra, dopo la pace segue una guerra e viceversa. Esiste il bianco ed esiste il nero, l’uomo e la donna, il vuoto e il pieno, il nord e il sud, il grande e il piccolo, l’amore e l’odio, e così via. Non intendo dire che il vuoto è meglio del pieno, che il bianco è positivo e il nero negativo, e così discorrendo, tutto è complementare, nulla può esistere senza il suo opposto. L’importante è mantenere sempre l’equilibrio in ogni cosa”. – Kengiro Azuma, in un’intervista di Susanne Capolongo, nel catalogo per la mostra “MU – YU il vuoto e il pieno”, Cortina Arte 9 febbraio – 12 marzo 2016

“Life is a constant swinging to and from opposite elements: peace and war, after peace comes war and vice versa. There is black and white, man and woman, empty and full, north and sound, large and small, love and hate, and so forth. I don’t mean to say that empty is better than full, that white is positive and black negative and so forth, everything complements everything else, nothing can exist without its opposite. The important thing is always maintaining balance in each thing.” – Kengiro Azuma, in an interview by Susanne Capolongo, catalogue of the exhibition “MU-YU the empty and the full, Cortina Arte 9 February – 12 March 2016

What does it mean to pick up and move across the world in search of self-expression and an ability to fully find meaning for your life after WWII? Kengiro Azuma did it and has created a heritage of art works as testimony to being reborn. In some way, I see him in a similar way to my own father. My father was too young to serve in the war, but I’m sure if he had been drafted he would have done what he was told to do. After the war was over, after the concentration camps were liberated and the devastating atomic bombs were dropped on Hiroshima and Nagasaki, peace came once again. In this new time of peace and reconstruction, my father took advantage of the G.I. Bill to be able to go to university paid for by the government.

Cosa vuol dire prendere tutta la tua vita e andare all’altro lato del mondo in cerca di esprimerti e un modo di trovare un significato per la tua vita dopo la seconda guerra mondiale? È questo quello che ha fatto Kengiro Azuma e lui ha creato un patrimonio d’ arte come una testimonianza della rinascita. In un certo modo lo vedo come mio padre. Mio padre era troppo giovane per servire durante la guerra, ma sono sicura che se fosse stato chiamato alle armi, avrebbe fatto quello che gli era stato chiesto. Alla fine della guerra, dopo i campi di concentramento sono stati liberati e le bombe atomiche hanno devastato Hiroshima e Nagasaki, la pace è tornata. In questo tempo di pace e ricostruzione, mio padre ha approfittato del G.I. Bill per poter andare all’università pagata dal governo statunitense.

On the other side of the world, Azuma had returned to his home in Yamagata to pick up his life again. He had been set to be a kamikaze pilot, but the bombs on Hiroshima and Nagasaki both saved him from his fate and changed the direction of the course of his life. His life had been YU (full), devoted like all Japanese people to the Emperor, a God for them. With the Japan’s surrender, the Emperor was no longer invincible, but vulnerable, no longer a God, but simply human. Azuma’s life became MU (empty). This existential crisis did not only touch him, but all Japanese people. Each took the path that felt right, some changed faith, in search of something permanent to believe in. Azuma chose art to give meaning to his life again.

All’altro lato del mondo, Azuma era ritornato al suo paese, Yamagata, per riprendere la sua vita esattamente nel punto in cui l’aveva lasciata. Stava per essere un pilota kamikaze, ma le bombe su Hiroshima e Nagasaki l’hanno salvato da questo destino e hanno cambiato la strada della sua vita. La sua vita era stata YU (pieno), devoto come tutti i giapponesi al loro imperatore, un dio per loro. Con la resa del Giappone, l’imperatore non era più invincibile, ma vulnerabile, non più un dio, ma semplicemente un uomo. La vita di Azuma è diventata MU (vuota). Questa crisi esistenziale non ha toccato solo lui, ma tutto il popolo giapponese. Ognuno ha trovato il sentiero che gli era parso giusto; alcuni hanno cambiato fede religiosa, in cerca di qualcosa in cui credere. Azuma ha scelto l’arte per dare nuovamente significato alla sua vita.

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Kengiro Azuma, Zoo zen, Bronze cat, 1965

Back in the USA my father was sent to an army base first in San Antonio, Texas then near Champagne, Illinois before arriving in Japan in November 1946 as part of stability-keeping forces. “Ship docked at Yokohama. Went to Nagoya for about 3 days to the 5th Air Corps Headquarters. Then sent to Itazuki Air Strip near Fukuoka town on Kyushu Island. Sent up to Ashia Airbase to ship back to USA.” In all, my father spent 9 months in Japan. 70 years after he left Japan, he still remembers Japanese phrases and how to count. We only discovered this last month. My father, like all of us, is a person with a visible and invisible side. He is a mechanical engineer, quiet and meditative, yet somewhere hidden underneath, there is a wealth of knowledge, depth of emotions and a heart that has broken and risen up again, found love again and raised 5 children.

Negli USA, mio padre era inviato ad una base militare prima a San Antonio, Texas e dopo vicino a Champagne, Illinois. E’ arrivato in Giappone nel novembre 1946 come parte delle forze armate che assicuravano la stabilità nella regione. “La nave ormeggiò a Yokohama. Andai a Nagoya per 3 giorni alla 5° Quartiere Generale dei Reparti Aerei. Poi fui inviato all’Aeroporto di Itazuki vicino a Fukuoka sull’isola di Kyushu. Fui inviato alla Base Aerea di Ashia per ritornare negli USA.” In tutto, mio padre ha passato 9 mesi in Giappone. 70 anni dopo che ha lasciato il Giappone, ricorda ancora delle frasi giapponesi e come contare. Abbiamo solo scoperto questo il mese scorso. Mio padre, come tutti noi, è una persona con una parte visibile e invisibile. Lui è ingegnere meccanico, silenzioso e meditativo, ma sotto questo c’è una parte piena di sapienza, profondità di emozioni e un cuore che si è frantumato e rialzato, trovando amore di nuovo e che ha cresciuto 5 figli.

Kengiro Azuma has sculpture running through his veins. Coming from generations of artisan bronze workers who made everything from animal figures to bells and sacred objects for temples, after the war, he changed direction in search of meaning and expression, studying at the Geidai National University of Art in Tokyo.

Kengiro Azuma ha la scultura che scorre nel suo sangue. Viene da generazioni di artigiani del bronzo che hanno creato tutto, da figure di animali a campane e oggetti sacri dei templi. Dopo la guerra, ha cambiato direzione in cerca di significato ed espressione, andando a studiare a Gendai Università Nazionale di Arte a Tokyo.

In the mid-1950s my father moved to Texas for a period, while Azuma moved to Italy to study with Marino Marini, and where he would establish his life and remain until today. My father and Azuma may seem so different, but even with differences in culture, language and career, having lived through the war and reconstruction, the age of Mad Men and the flower children, economic instability, overindulgence, boom and recession, they have more in common than us.

Alla metà degli anni 50, mio padre si è trasferito in Texas per un periodo, mentre Azuma è venuto in Italia per studiare con Marino Marini, si sarebbe stabilito a Milano, dove è rimasto fino ad oggi. Mio padre e Azuma possono sembrare molto diversi, ma anche prendendo in considerazione le differenze di cultura, lingua e carriera, avendo entrambi vissuto durante la guerra e la ricostruzione, l’età di Mad Men e i figli dei fiori, l’incertezza economica, gli eccessi, il boom e la recessione, hanno più cose in comune di noi.

Kengiro-Azuma-MU-765P-Goccia-in-Bronzo

Kengiro Azuma, MU 765P, Bronze Drop, 1976

We may look at Azuma’s sculptures and see shapes that define space, occupying space and outlining emptiness. On some level, I can imagine my father’s work as an engineer has some similarities… The need to attain balance, a leitmotiv of calculation, analysis and design, followed by trial and error and the final result. For me the culmination of this is found in his “MU 765P: Bronze Drop” from 1976. Standing on its base, the cylindrical sides rise up in a perfect point. The hollowed out openings along its smooth sides compensate for each other, allowing for perfect equilibrium. Even the reflection of the lights on the sculptures add to their fascination and sense of balance… defining areas of darkness and shine. Without darkness, we can not have light. Without light, we can not have darkness.

Magari vediamo le sculture di Azuma e vediamo le forme che definiscono lo spazio. Posso dire che il lavoro di mio padre ha alcune similitudini… il bisogno di raggiungere equilibrio, un leitmotiv dei calcoli, l’analisi e il design, seguito da apprendimento per tentativi per conseguire il risultato finale. Per me il culmine di questo è nel lavoro “MU 765P: Goccia in bronzo” del 1976. Stando sulla sua base, i lati cilindrici si alzano in un punto perfetto. Le aperture scavate lungo i lati lisci si controbilanciano per ottenere l’equilibrio. Perfino i riflessi delle luci sulle sculture aggiungono a loro fascino e senso di equilibrio… per definire zone di buio e luce. Senza il buio, non possiamo avere la luce. Senza la luce non possiamo avere il buio.

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Kengiro Azuma, MU 27 Bas-relief in Bronze, 1961

“MU 27”, a bronze bas-relief from 1961, reminds me of the Rosetta Stone, a symbolic language to be deciphered if we can. Triangular forms, creating shadow and depth speak to us all differently. We may see the forms of primitive houses or Native American tepees, or we may see them as a simple repetition of the same shape, a design to break up the monotony of the near-smooth surface, the waves of change throughout our life, events marked on the calendar or a musical rhythm.

“MU 27”, un bassorilievo in bronzo da 1961 mi ricorda la pietra di Rosetta, una lingua simbolica da decifrare se riusciamo. Forme triangolari, che creano ombra e profondità parlano a tutti noi in modo diverso. Possiamo vedere le forme di case primitive o i tipi degli Amerindi, o possiamo vederli semplicemente come la stessa forma, un disegno di rompere la monotonia della superficie quasi liscia, le onde di cambiamento della nostra vita, eventi segnati sul calendario o un ritmo musicale.

Kengiro Azuma, MU 779, Bronze Sculpture, 1977

Kengiro Azuma, MU 779, Bronze Sculpture, 1977

My father worked mostly on arresting gear, systems and equipment that stop an airplane if for some reason it is unable to stop quickly enough on a runway. One of these that I remember well is a form of cement that breaks up underneath the heavy wheels of the plane. I imagine a long smooth runway, recently paved and pristine. If an airplane should not be able to stop by a certain point, the ground crumbles, both slowing down the airplane and literally breaking and interrupting the smoothness of the runway. If we think about it, it’s not so different from the universal philosophy of Azuma’s sculptures. It’s the rough terrain that helps stop the plane travelling so quickly across the smooth road. Balance must be reached to obtain this.

Mio padre ha lavorato molto sui cavi d’arresto, sistemi e attrezzi che fermano un aereo se per qualche motivo non riesce a fermarsi abbastanza velocemente sulla pista di atterraggio. Uno di quelli che mi ricordo è un tipo di cemento che si rompe sotto le ruote pesanti dell’aereo. Io immagino una lunga, liscia pista d’atterraggio, recentemente asfaltata e perfetta. Se un aereo non dovesse riuscire a fermarsi a un certo punto, la terra si sbriciolerebbe, rallentando l’aereo e letteralmente interrompendo la levigatezza della pista. Pensandoci, non è così diverso dalla filosofia universale delle sculture di Azuma. E’ un terreno ruvido che aiuta a fermare l’aereo che viaggia così velocemente sulla strada liscia. L’equilibrio deve essere raggiunto per ottenere questo.

Da “avanti’ di Kengiro Azuma
vai avanti così
non riesco riconoscere
qual è l’amico o il nemico
voglio vivere con tutti.

Excerpt from “avanti” by Kengiro Azuma
go ahead
I am unable to recognise
who is friend or foe
I want to live with everyone.

Kengiro Azuma’s current exhibition at Sala Lucio Fontana, Comabbio, Italy runs until 23 October 2016

La mostra in corso alla Sala Lucio Fontana, Comabbio (VA), prosegue fino al 23 ottobre 2016.

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