Rovereto: an hour to discover what’s on offer

roveretoRovereto is a fairly small city in the Trentino-Alto Adige Region of northern Italy. We passed through only for an hour to rest during a longer drive. For me, Rovereto will forever be remembered as the city where we drank bad coffee (even in Italy it happens!) and had a nice look at the atmosphere of the city through its frescoed buildings and shop signs, two things that easily grab my attention.

In our Milan neighbourhood, the frescoed buildings are mostly Art Nouveau and the colours have faded and at times all but disappeared from the building facades. I was really struck by the upkeep of the buildings in the part of Rovereto we visited. The colours of the frescos were vivid and strong and even the smaller details were well-defined and preserved. Surely in Milan we have examples of well-maintained and preserved frescoes, but the building in the photo below struck me in a way that none in Milan have.

Rovereto è una città non tanto grande in Trentino-Alto Adige. Noi ci siamo fermati lì solo per un’oretta per una pausa durante un viaggio più lungo. Per me, Rovereto sarà per sempre ricordato come la città dove abbiamo bevuto un caffè pessimo (succede perfino in  Italia!) e dove abbiamo assaggiato l’atmosfera della città attraverso i suoi palazzi affrescati e cartelle dei negozietti, due cose che noto sempre.

Nel nostro quartiere di Milano, i palazzi affrescati sono per di più Liberty e i colori sono schiariti e a volte quasi spariti dalle facciate. Mi ha colpito la cura dei palazzi a Rovereto. I colori degli affreschi erano ancora vibranti e forti e anche dei dettagli piccoli erano ancora ben-delineate conservate.  Sicuramente anche a Milano abbiamo degli esempi di edifici ben-mantenuti con affreschi conservate, ma il palazzo nella foto sotto mi ha colpito come nessun altro a Milano.

IMG_7516

IMG_7517

Apart from the frescos we saw, I was very much attracted by the typical shop signs of years gone by. I often see these outside historic cafés or artisan shops. In fact, the ones below are for an umbrella maker and a sewing shop, two specialty shops that in the world of “fast fashion” are rapidly disappearing.

Sono stata, inoltre, molto colpita dalle cartelle dei negozietti di uno stile ormai antiquato. Vedo spesso queste sui café storici e negozi di artigianato. Questi qui, per me sono dei negozi che vediamo sempre meno spesso nel mondo del “Fast Fashion”.

IMG_7511

And speaking of places that have gradually disappeared, on my last trip to the USA I didn’t see one single calzolaio, shoe repair shop. Are they still around? Or was our local Cappy’s Shoe Repair the last in a now forgotten trade? For the record, we have two calzolai within 2 minutes of our apartment.

Parlando di posti che stanno sparendo, durante il mio ultimo viaggio negli USA non ho visto un singolo calzolaio. Esistono ancora negli USA? O il Cappy’s Shoe Repair del mio paesino era l’ultimo di un lavoro artigianato ormai sparito? A Milano, ho ben 2 calzolai entro 2 minuti da casa.

As we were heading for the car, I found one more sign that struck me. It was for Il Museo della Guerra (The War Museum). It struck me as funny that the colours were almost the same as a Tibetan Buddhist’s robes… that dark red and bright yet muted yellow.

Tornando verso la macchina, ho trovato un’altra cartella per Il Museo della Guerra. Mi ha colpito come divertente che i colori erano gli stessi degli abiti di un Moncaco Tibetano… quel rosso scuro e un giallo, sia vivace che scuro allo stesso momento.

As a total pascifist, it seems absurd that, while growing up, my favourite rooms to visit at The Philadelphia Museum of Art were the ones with the armor. My mother hated them, but always reminded me that our museum had  “one of the finest collection of armor in the whole world”. In university, I became increasingly fascinated by the period during and between the two World Wars, mostly through literature and film. This has both inspired my writing and created a bond of common interest with my husband. Il Museo della Guerra is one of the reasons I’d like to return to Rovereto and the surrounding countryside soon. The regions of Trentino-Alto Adige and neighbouring Veneto were the land of many battles during WWI. To see the frescos, global, ancient and local war history again, would be a lesson in art and history together and definitly something a little off the beaten track for most foreign tourists.

And having a good coffee would be a bonus!

Da pacifista, sembra assurdo che, da ragazza, le mie sale preferite alla Philadelphia Museum of Art erano quelle dell’armatura. Mia mamma le odiava, ma mi ricordava sempre che il nostro museo aveva “una delle più importanti collezioni di armatura nel mondo”. All’università ho trovato sempre più affascinante l’epoca tra le due guerre, attraversa la letteratura e il cinema. Questa è stata ispirazione della mia scrittura e anche un’interessa in comune con mio marito. Il Museo della Guerra è uno dei motivi per la quale vorrei tornare a Rovereto e i dintorni. Le regioni di Trentino-Alto Adige e Veneto erano le terre di tante battaglie durante la prima guerra mondiale. Vedere gli affreschi, Il museo della Guerra che ospita relitti guerre mondali e da tutte le epoche è una lezione in arte e storia. E’ anche una cosa fuori dai soliti posti turistici per visitatori internazionali.

E avere un buon caffè sarebbe un bonus!

IMG_7530

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s